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Nuova Scena

Su Netflix dal 19 febbraio e da subito ha riscosso un grande successo. 

Nuova scena è il talent show rap che ha raggiunto numeri inaspettati. Per la prima volta nella storia dei talent, l’unica vera protagonista è la musica: nessun televoto, niente social fino alla fine, e nessun contatto con l’esterno per gli aspiranti vincitori.


Chi si presenta a Milano per l’audizione, chi invece viene selezionato personalmente dai giudici nel vero palco dei rapper: la strada. Geolier da Napoli, Fibra da Roma e Rose Villan che gioca in casa hanno portato nella capitale delle produzioni musicali talenti di diverse età con background diversi ma che in qualche modo si incastrano.


Inizialmente c’era della perplessità: un talent show di aspiranti rapper in casa del politicamente corretto? Un controsenso in piena regola. Tra dissing e volgarismi di ogni genere, la censura era dietro l’angolo e invece no, i fan del rap hanno apprezzato. 


Si parla di una nuova scena e il livello è alto, ma hanno ancora da imparare dai grandi big che continuano a scrivere la storia del rap: Ernia, Nitro e Lazza che hanno aiutato i giudici nella selezione dei rapper da portare ai Magazzini Generali. 

Il budget era alto e l’umiltà delle pietre miliari è immensa, tanto che Guè, Marracash, Madame e Noyz Narcos hanno accettato di duettare con i semifinalisti sui loro successi e concesso di scriverci su qualche barra. 


È stata una semifinale agguerrita, una battaglia all’ultima barra Roma contro Napoli. 

Roma è stata rappresentata da Spender che ha saputo essere all’altezza sia nella penna che nel cosiddetto flow, di Noyz, i giudici chiedono un po’ di profondità, lui ci prova e dimostra di sapersi mettere la mano sul cuore, ma non è ancora pronto a lasciarci entrare.


Poi c’è lui, un po’ re di tik tok, un po’ il compagno di classe che anima le lezioni di matematica e un po’ quello che sarebbe in grado di togliere dai riflettori anche Chiara Ferragni: El matador. Già dalla strada aveva rapito Fabri Fibra che si capisce, lo voleva vincitore a ogni costo e non solo lui, nei duetti tra caramello e guanciale croccante quasi non si percepiva chi fosse il vero autore. Non gli manca niente, le barre, il beat, il flow, il carattere coatto (ma quello che te fa ride’) e soprattutto il palco, che lo tiene come nessun altro. 


A Napoli la musica già cambia, e anche la lingua. Kid Lost si distingue subito per la profondità e la tecnica che rivela nelle barre, se la cava bene sul beat, la passione c’è, la penna c’è la faccia da bono e dannato c’è, si può migliorare sulla tenuta del palco. Va  detto d’altra parte, che a lui è toccato il drago spinato: rappare le barre napoletane con dietro il King che ti fa la seconda voce: Pagliaccio…  è un altro livello di ansia. 


Ma passiamo al pepe: in semifinale Jelecrois, unica donna che ha saputo tenere il ritmo di un genere nato per le voci sporche come quelle maschili (meglio se infettate dal tabacco ndr), in tutte le prove a cui è stata sottoposta: la battle, il videoclip, il duetto con Madame da vera professionista e in finale ha esordito con l’inedito come tale. La barriera linguistica può essere un ostacolo, ma ha dimostrato di saper fare quel mestiere tanto quanto un uomo, c’è da migliorare, ma la medaglia d’argento la riporta a casa con grande orgoglio. 


Jelecrois non è stata l’unica donna a farsi sentire nel programma, ma le altre non hanno lasciato il segno nei giudici o non sono riuscite a rimanere sul beat durante un freestyle, il che non è per tutti e ci sta. Indimenticabile la delusione negli occhi di Rose Villain (chica, they never lies) che ha fatto di tutto per portare avanti una buona fetta di quota rosa. 


Ma purtroppo la posta in gioco era troppo alta, 100 mila euro aspettavano il vincitore di Nuova scena, è una cifra che ti cambia la vita se sei uno squattrinato di provincia che cerca di attirare l’attenzione di qualche casa discografica, e di certo non si possono regalare in base alla simpatia. 


Ma quindi il rap è un genere fatto da maschi per maschi? 

No, è fatto da chi lo sa fare, per chi lo sa capire. 



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